IDROPULITRICI

IDROPULITRICI

IDROPULITRICI

L’idropulitrice è un macchina che, grazie ad un getto d’acqua ad elevata pressione, rimuove sporco ed incrostazioni da qualsiasi superficie solida.
L’idropulitrice può essere alimentata con corrente elettrica o con combustibile liquido (benzina o gasolio), come fluido di pulizia impiega l’acqua che grazie all’elevata pressione d’impatto sulla superficie funge da mezzo meccanico di rimozione dello sporco.
Esistono diversi tipi di idropulitrici, alcune offrono la possibilità di essere alimentate con acqua calda, altre, dotate di riscaldatore a bordo permettono in riscaldamento dell’acqua (anche fino allo stadio vapore). Molte permettono l’utilizzo di uno o più prodotti chimici. Esistono inoltre idropulitrici dotate di un sistema automatico di riutilizzo dell’acqua (tuttavia in questo caso l’acqua non potrà essere nuovamente riscaldata in quanto le parti in sospensione contenute nella stessa formerebbero degli strati solidi che nel tempo otturerebbero la serpentina del riscaldatore).
Il motore fa girare una pompa ad alta pressione la quale, per mezzo di pistoni in ceramica o acciaio, mette in pressione l’acqua. Un’apposita valvola di regolazione, consente di regolare la quantità d’acqua che si intende far riciclare in testata, in questo modo è possibile variare il rapporto pressione / portata dell’acqua in uscita (tuttavia è buona norma non far riciclare acqua, in quanto la stessa aumentando di temperatura tende ad usurare la parti interne del gruppo pompante oltre a quelle della valvola di regolazione).

L’acqua in pressione può essere scaldata attraverso la serpentina di una caldaia montata a bordo macchina.

L’acqua ad alta pressione percorre tutto il tubo, quindi attraversa la pistola e lancia per fuoriuscire da un ugello con foro calibrato in base alla pressione di lavoro ed alla portata dell’acqua.

Ad esempio: avendo un’idropulitrice con portata pari a 1800 l/h e dotandola di un ugello 4055 si otterrà un getto con apertura a ventaglio di 40° ed una pressione d’esercizio pari a 180 bar (nella scelta dell’ugello è fondamentale verificare quale sia la pressione massima di esercizio della macchina indicata nella documentazione tecnica della stessa); angoli maggiori ampliando la superficie di applicazione riducono la forza di impatto abbassando la qualità di pulizia, angoli minori riducendo la superficie di applicazione, aumentano la forza di impatto e migliorano il risultato in pulizia. Per dare un’idea, normalmente nel settore lavaggio auto sono impiegati ugelli a 25°, nel settore pulizia camion sono invece preferiti ugelli a 15° (come quello impiegato nella foto).

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